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giovedì 12 aprile 2012

Mc Intosh MC2505



McIntosh MC2505, finale a stato solido con trasformatori d' uscita AUTOFORMER.

Caratteristiche dell' apparecchio:





Iniziare con questo apparecchio..., perchè?
Non sono mai stato un grande amante dello stato solido, il suono e le armoniche dei tubi termoionici, o semplicemente valvole, è ben altra cosa rispetto al suono freddo e piatto del silicio.
Come spesso capita in tanti ambiti, anche in questo dell' audio, e sempre parlando di pareri soggettivi, le buone cose di ''una volta'' la fanno da padrone ancora ai giorni d' oggi.
Ovviamente esiste sempre la contropartita, e se siete alla ricerca di potenze elevate per pilotare diffusori ''duri'', le lampadine non fanno per voi!
Ma delle caratteristiche delle valvole ne parleremo più avanti, questo breve accenno troverà un senso ed un riscontro a breve...
Chi non conosce questo marchio, permettetemi di considerarla una ''GRAVE'' mancanza, deve sapere che trattasi di un brand che ha fatto tanto ed ha fatto grande il nome dell' HI-END a partire dalla prima metà del secolo passato.
Permettetemi di suggerirvi un link che vi aiuterà ad avvicinarvi a quello che è il logo che forse più di tutti ha stregato e continua a stregare tanti appassionati:

Troverete tante notizie e curiosità e soprattutto, tutte le informazioni su ogni modello costruito.

Tornando al Mc2505...
Premetto che ciò che leggerete di seguito è riferito a elettroniche di amplificazione, quindi integrati e finali.
Ho posseduto diversi apparecchi McIntosh, sia valvolari come una coppia di Mc75 originali, Mc240, Mc275,  che a stato solido, Mc2205, Mc2155, Ma6100, Ma6200, una coppia di Mc754 e forse qualcos' altro che ora mi sfugge, ed ascoltato altrettanti,  trovando tra di essi le più disparate differenze, hanno suscitato in me emozioni e delusioni, e non solo quando arrivavano col cristallo in frantumi dopo il trasporto, cosa non rara ma anzi, molto probabile.
Il suono Mc valvolare, lo chiameremo così per abbreviare, è caratterizzato ''solitamente'', si perchè c'è l' eccezione, da un basso corposo e da una gamma media e alta calda, anche mielosa se vogliamo.
Il tipico ''suono americano'', proprio a ciò si riferisce quando sentiamo o leggiamo una descrizione che ne riporta tale dicitura.
E' stata principalmente questa casa a dettare gli schemi su un' ascolto di qualità a suo tempo, ma non era l' unica ovviamente, ma sicuramente la più importante e costosa, soprattutto per la qualità dei materiali impiegati e la professionalità di chi li assemblava.
Basta pensare al fatto che dopo 50 e passa anni si può trovare una Mc che funziona ancora perfettamente e non è mai stato revisionato, incredibile...!!!
Tornando al suono ciò è in linea di massima quello rispecchia soprattutto la linea valvolare. 
Il discorso continua sugli stato solido, con una particolarità che ha caratterizzato ancora una volta questo marchio dagli altri: i trasformatori di uscita detti ''autoformers'' erano presenti e lo sono tutt' oggi anche sullo stato solido.
Una novità assoluta, un concetto ed una visione degna di una grande casa.
Senza divagare troppo il suono dello stato solido resta nella maggior parte dei casi potente, un basso sempre molto presente anche se la gamma media e alta si appiattiscono e perdono un po' di anima e di calore, e non proprio poco, rispetto ai valvolari, ma...non in tutti.



Ed ecco che proprio lui, il 2505, il primo stato solido dopo la produzione ormai ''vecchia'' valvolare, è da considerare, e ciò non è solo un parere mio personale, ma anzi, è riconosciuto tra tutti i più attenti ascoltatori ed appassionati, il miglior stato solido, diciamo ''vintage'', ma non ci conterei troppo se lo paragoniamo alla produzione odierna però non vorrei creare troppi scandali, mai prodotto in casa McIntosh.
La potenza non è tanta, un 50+50watts, che se misurati sono un buon 40% in  più di quelli appunto dichiarati, arrivando a circa 72-73watts a canale. Questo per me è sempre stato sinonimo di serietà, se pensate a quegli apparecchi che riportano valori assurdi, tipo 200-300watts e molto spesso distorti fino all' inverosimile quando effettivamente non sono solo una manciata dell' ordine di 40-50, e forse pure meno.
Restano sempre tanto indispensabili quanto veri i vecchi detti: ''nella botte piccola sta il vino buono''!
La costruzione è esemplare, prassi in casa McIntosh! 
Troviamo i primi autoformers dedicati allo stato solido, un telaio in acciaio lucidato a specchio, un cristallo nero come frontale, anche questa è stata una svolta, manopole in alluminio, scritte verdi dorate, ed i fantastici vu-meter azzurri, i famosi OCCHI BLU.
Il peso come al solito non è esiguo, ed all' interno troviamo resistenze Allen Bradley, condensatori Sprague, Mullard/Philips Tropical Fish e general Electric, solitamente i transistor sono della Motorola, insomma tutto materiale di prima classe.
Inutile dire che l' esemplare in mio possesso, risalente agli ultimi anni 60 è in uno stato impeccabile, sia dal punto di vista estetico che elettrico.

Il suo suono non fa rimpiangere quello di tanti amplificatori valvolari ben più costosi e talvolta blasonati.
Non troviamo il suono freddo del silicio, ma nemmeno il basso troppo corposo caratteristico del marchio dell' epoca.
Portandolo a temperatura di esercizio, notiamo subito che è un qualcosa di particolare, il basso è controllato, mai slabbrato e ben articolato, la gamma media è luminosa, respira in maniera corretta, la gamma alta non è mai affaticante ed è precisa, liquida.
Ogni stato solido ascoltato in precedenza non è al suo livello, scordatevelo, lui fa storia a se!
Trovate una buona sorgente, magari analogica, ma anche sul digitale ha da dire la sua, un buon pre, rigorosamente valvolare, magari un C22 o un C11 originale vintage, e se ciò non fosse possibile allora andate solo su un pre di casa Mc come il C26 o il C28, non spostatevi da questi due stato solido.
E' dotato di gain per entrambi i canali, ciò consente in mancanza di pre di poterlo ascoltare direttamente collegato alla sorgente, quando possibile, ovviamente non è presento lo stadio phono, ma sarebbe un accontentarsi, in questa configurazione il suono potrebbe essere troppo spinto verso l' alto, va assolutamente addomesticato.
Per quanto riguarda i diffusori questo finale merita qualcosa di buono, qualcosa che suoni e non che colpisca col nome!
Si trova a suo agio con diffusori a partire da 83db (per gli amanti delle LS3/5A) fino ad arrivare ai 93db, sull' alta efficienza non avrebbe senso.
I vu-meter si muovono indicando il livello del segnale in uscita in dB sul meraviglioso sfondo azzurro illuminato, le scritte sul cristallo sono illuminate anch' esse...la mia musica preferita si diffonde dai diffusori che spariscono dentro la stanza...
Splendido da vedere sul mobile, anche da spento, un vero oggetto anche d' arredamento se paragonato a tanti barrasoni esistenti. Suscita sempre curiosità anche verso i profani.
Si, suona come un valvolare, ovviamente fino a un certo punto, paragoni se ne possono fare tanti ma, credetemi, vale la pena ascoltarlo e portarselo a casa.
Niente di strano che suoni meglio del valvolare che fino a quel momento vi deliziava durante gli ascolti, e non parliamo di cineserie varie, parliamo di NOMI!!!
Concludendo, non nascondo la mia gratitudine verso colui che ha tanto insistito, con pazienza verso me e devozione verso la musica e gli apparecchi, nello spingermi ad ascoltare questo apparecchio che fino ad allora per me restava ''solo un bel Mc'', grazie Pierpaolo!


Alla prossima.
MP

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